Sassari
- Tempio Pausania 13 luglio - Il ritorno alle tradizioni
della terra, quelle vere.
Misura
cautelare degli arresti domiciliari per tre indagati. È il bilancio
dell'attività d'indagine portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di
Sassari e della Procura della Repubblica a partire dal dicembre
2016. Gli accusati sono ritenuti colpevoli, a vario titolo, di minaccia
aggravata, detenzione di munizioni e materia esplodente, tentata estorsione e
turbata libertà degli incanti.
Alla
base della vicenda ci sarebbe l'acquisto all'asta, da
parte del professionista sassarese, di un terreno di proprietà del Casu
oggetto di una procedura esecutiva a causa dei pesanti debiti contratti dall'
uomo.
Un
susseguirsi di minacce ed intimidazioni, dapprima anonime, poi velate ed
infine esplicite. Il primo atto sono state due lettere recapitate nell' abitazione
della vittima e contenenti cartucce calibro 9, calibro 12 e una
porzione di miccia detonante, esplosivo tipicamente usato nelle cave.
Nonostante la tempestiva denuncia fatta ai Carabinieri l'attività dissuasoria
non si era fermata. Avvertimenti continui e pressioni venivano portate con telefonate minatorie o addirittura
avvalendosi di veri e propri emissari. Inviti diretti o consigli tutt'altro che
bonari, che lasciavano intendere le possibili ritorsioni da parte di "persone
poco raccomandabili".
Intento
del gruppo era non solo costringere l'acquirente a rivendere al Casu il
terreno, ovviamente ad un prezzo inferiore, ma anche far si che l'avvocato
desistesse da acquistare ulteriori lotti di terreno messi all'asta.
Il
disegno criminale stava quasi per andare in porto, ma è stato mandato all' aria
dall'intervento dei militari che grazie all'attività investigativa avevano
ormai un quadro sufficiente per procedere.
Nessun commento:
Posta un commento